Edizione 2021

Museo in transito edizione 2021. Tutte le opere degli studenti degli istituti:
Istituto professionale di stato Sandro Pertini 5° b
Liceo artistico musicale Foiso Fois 3°i
Istituto professionale Azuni 3°
Liceo classico Dettori

Melis Elisabetta
Gustave Doré - Inferno, Canto V , Minosse, 1861

"Mi ha attirata la mano che tiene il serpente perché mi da un senso di potere.
Mi ha colpito la mano ferma che tiene il serpente come se avesse tutto sotto controllo"

Quali temi hanno affrontato le opere d’arte nel significato della parola “viaggio”? La prof.ssa Simona Campus ha individuato diverse sfaccettature, sia per trarre insegnamenti da ciò che stiamo vivendo, sia per provocarci in vista del periodo di pandemia che stiamo vivendo. Anche le opere d’arte, spiega la docente, hanno diverse tematiche, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto allegorico e metaforico e l’aspetto sentimentale, ovvero l’impatto che provocano su di noi, e specificando che ogni epoca presenta diverse modalità di viaggio. Simona Campus, durante la sua conversazione, ha iniziato a presentare alcune delle immagini presenti nella selezione offerta alla nostra riflessione. La docente spiega l’idea del viaggio risalente all’epoca medievale, la quale era legata al “sacro”. Introducendo il concetto dell’ideologia presente durante il Medioevo, la docente ha fatto riferimento ai pellegrinaggi, alle crociate e alle sacre scritture, citando l’opera “Fuga in Egitto”, affresco di Giotto, e il Viaggio dei Magi, affresco di Benozzo Gozzoli. Successivamente viene spiegato che durante la prima metà del XIX secolo, il viaggio viene analizzato in modo più approfondito; L’artista Theodore Gericault dipinge “La zattera della Medusa”, dipinto raffigurante il naufragio della Medusa, accaduto in Francia, che aveva inoltre un significato metaforico, ovvero quello di narrare il naufragio della società francese. Quindi, il tema del viaggio viene affrontato anche con lo scopo di trattare della società dell’epoca. Nello stesso periodo, sorge un interesse per il viaggio di Dante Alighieri nei mondi ultraterreni; l’artista Eugène Delacroix dipinge “La barca di Dante”, opera appartenente al Romanticismo con connotazioni drammatiche rappresentante il viaggio allegorico dantesco. Sempre alla prima metà dell’800, risale il dipinto “Il viandante sul mare di nebbia”, di Caspar David Friedrich, una delle prime opere che confronta la grandezza e maestosità della natura in confronto alla piccolezza dell’uomo. Procedendo con la storia ma rimanendo sullo stesso tema, la docente Simona Campus continua la sua esposizione. Nella seconda metà dell’800 si affronta in maniera diversa la tematica riguardante il viaggio, nella quale si descrive in particolar modo un paesaggio urbanistico, caratterizzato dalla presenza dei treni a vapore. Un’opera fondamentale, “La stazione di Saint-Lazare", dipinta da Claude Monet, uno tra i più grandi impressionisti, raffigura l’atmosfera di una stazione francese. Concentrandosi anch’essi sull’azione dei treni a vapore, il futurista Umberto Boccioni, dipinge l’opera “Stati d’animo, Gli addii” nel 1911, spostando l’attenzione dal paesaggio al movimento e allo sviluppo tecnologico. Il cubista Marc Chagall, dipinge “Sopra la città” nel 1918, rappresentante il suo sogno, nel quale è presente anche la moglie, e il viaggio allegorico attraverso i sentimenti. Nella seconda metà del ‘900, Alighiero Boetti fa realizzare un arazzo, tessuto da alcuni tessitori afgani. L’arazzo raffigura un viaggio non solo nello spazio ma anche nel tempo, rappresentando, infatti, una mappa politica del periodo. Simona Campus descrive in seguito un’opera, presentata anche all’EXMA di Cagliari, ovvero “Épave”, modellato dai fratelli Santissimi, un silicone che rappresenta un immigrato morto durante il tragitto per arrivare a Lampedusa. L’ultima opera presentata dalla docente è un’opera di Adrian Paci, illustrata tramite un documentario, una foto che immortala alcuni migranti intenti a salire le scale di un aereo che non esiste, segno che il viaggio finisce dove comincia.

Matteo Pitzalis
Morning sun - Edward Hopper, 1952 / I nottambuli - Edward Hopper, 1942 / Wall - Yannis Bournias, 2016

"Morning Sun l'ho scelta perché mi da la sensazione che si sta vivendo oramai da un anno: ovvero quella di essere obbligati a restare a casa e poter viaggiare solamente con gli occhi e con la mente.
Da Nighthawks, ho voluto prendere la desolazione nel vedere le strade vuote e buie della città.
Da Wall ho preso la chiusura, come se fossimo obbligati a non vedere quello che ci potrebbe essere dopo perché non è ancora certa l'apertura."

The migrants arrived in great numbers - Jacob Lawrence, 1940-1941

Belfiori Alessia
Claude Monet - La stazione di Saint-Lazare, 1877

"Il quadro mi suscita una sensazione strana.
Un misto tra ricordi di infanzia (quindi forse un pò di malinconia) e voglia di partire, andare via da tutto e tutti, rinascere in un posto migliore rispetto a dove mi trovo ora.
Quindi lo tradurrei forse in speranza/motivazione/ammirazione, voglia di vivere, di cambiare in meglio, di conoscermi."

Sofia Pedditzi - Bussola
Vita nel 2022 - Walter Molino, 1962

"Questo quadro mi ha particolarmente colpita non solo per il quadro in se, ma per il titolo che gli è stato dato, "vita nel 2022, secondo me l'artista ha cercato in tutti i modi, con tutta la fantasia a disposizione, di immaginare le nuove tecnologie del futuro (a mio parere si avvicina molto all'immaginario collettivo di molte persone).
Il quadro mi ha colpita soprattutto per alcuni particolari della quale non si riesce bene ad individuare la figura, quindi la mia mente può "visionare" qualsiasi cosa essa desideri immaginare. Sono più orientata sul viaggio mentale poiché non ha limiti"

Elisa Medas - Anello e ciondolo
Salvador DalÍ - Inferno canto XXVII, 1952-1954 (1963)

"Mi ha colpito il suo aspetto macabro, il fatto che fosse questo mostro umanoide fosse così inquietante, anche quanto a confronto, il cielo fosse così blu, sereno.
In particolare mi è piaciuta l'idea dell'osso dentro alla carne, quasi al posto del cervello, in una profonda ferita. Non so spiegare come abbia interpretato l'osso, ma mi è piaciuta molto l'immagine."

Eleonora Coppo
Caspar David Friedrich - Viandante sul mare di nebbia, 1818

"Speranza, spensieratezza, solitudine, un viaggio nei pensieri, nella mente.
Mentre guardo quest'opera provo tutte queste emozioni".

Alessia Argiolas
La grande onda di Kanagawa - Katsushika Hokusai, 1830-1831

"Mi trasmette la voglia di vivere, la voglia di sopravvivenza, di lottare, di raggiungere i propri sogni, perché in questo mondo "non esistono scorciatoie" e le cose vanno affrontate.
Questo quadro rappresenta proprio una frase che per me ha un enorme significato "

Fabio Cossu
WHAAM! - Roy Fox Lichtenstein , 1963

"L'opera che ho scelto in questo file, è un'opera che mi richiamano un senso di spensieratezza e
tranquillità pur trattando argomenti e tematiche importanti, in certi casi dei problemi della
società, credo che in questo momento, con una realtà che ci troviamo ad affrontare chiamata
pandemia globale, alle persone servano dei momenti di spensieratezza e tranquillità dovi ci si
lascia trasportare dai pensieri abbandonando i ritmi frenetici odierni. la tematica del viaggio
in queste opere viene intesa più come un viaggio introspettivo finalizzato alla ricerca del
benessere e di conoscere meglio noi stessi"

Aurora Piscedda
Salvador Dalì, Purgatoio, Il regno dei penitenti, 1960

"Si sta guardando dentro quasi tristemente, i cassetti sono vuoti. È un viaggio alla scoperta di sè stessi"

Enrico Beccaris

"Il manifesto contiene diversi monumenti,
Io per creare il manifesto ho copiato i monumenti e riportati su illustrator.
In oltre sul manifesto sono presenti anche dei cartelli stradali,
che ho realizzato a mano e riportati su illustrator.
Delle opere non ho preso niente di particolare, ho semplicemente riportato su illustrator."

Space Age e Architettura. Incontro con la prof.ssa Concettina Ghisu. La docente introduce, sempre nella prima lezione sul design, l’architettura parlando del Guggenheim Museum, una struttura architettonica costruita nel 1943 a New York, la cui forma ricorda una navicella spaziale, nonostante la Space Age non fosse ancora iniziata. Viene menzionata anche la progettazione di una cupola sopra New York, ideata da Richard Buckminster Fuller, con travature metalliche non sferiche e con l’interno in plastica, con la finalità di proteggere la metropoli dai rischi atomici e dall’inquinamento. Realizzato dall’omonimo architetto, il padiglione americano dell’EXPO di Montreal del 1967, era in competizione con il padiglione dell’URSS. Ne uscì vincitore il padiglione statunitense, grazie alla sua complicata forma e struttura. Molto importante anche il padiglione italiano, realizzato dagli architetti Antonio Antonelli, Manfredi Greco, Sara Rossi e Franco Piro. Negli anni ’60 vengono realizzate due imponenti torri, una a Seattle, la Space Needle (1962), alta circa 184 metri, e una a Berlino, la Berliner Fernsehturm (1965-1969), alta 368 metri, è l’edificio pubblico accessibile più alto d’Europa. A Hollywood, nel 1960, viene costruita da John Lautner una casa retta da un palo, sostenuto da un piedistallo di cemento sotterraneo. La casa è stata progettata per resistere a terremoti e forti piogge. Gli interni dell’abitazione sono decisamente moderni per l’epoca, e presentava al centro dell’area un camino, tratto caratteristico del progettista precedentemente citato. Sempre in California venne realizzata la Monsanto “House of the Future”, una costruzione mobile che è stata un’attrazione turistica al Tomorrowland di Disneyland. É la prima casa costruita interamente in plastica, e che aveva l’obbiettivo di dimostrare la versatilità della plastica moderna, con elettrodomestici come i forni a microonde.

Shashi Oliverio
Bansky - Balloon girl, 2002

Matteo Pitzalis
Yannis Bournias - Wall, 2016

"Questa opera mi ha dato il maggiore spunto per la realizzazione del mio manifesto per via del senso della privazione della libertà che esprime questa fotografia, nel mio lavoro io volevo esprimere proprio questa sensazione."

Melania Ladu
Vincent van Gogh - Notte stellata sul reno, 1888

"Quest'opera mi ha attirato dal primo momento per i colori, le forme e soprattutto, le luci che riflettono nell'acqua, mi danno una sensazione di tranquillità come se desse la possibilità di viaggiare mentalmente"

Efisio Usai
Treno Partorito Dal Sole - Fortunato Depero, 1924 / Whaam! - Roy Lichtenstein, 1963

"Quest’opera è stata la principale tra tutte, mi ha dato la maggior parte dell’ispirazione per il lavoro che ho eseguito.
Ho voluto prendere spunto dall’idea del treno che “nasce” dal sole, creando varie cose che nascono/escono
da un adulto-bambino.
Oltre a quello ho voluto anche prendere l’uso di colori sgargianti e contrastanti l’uno dall’altro. Inoltre ho cercato di tenere tutta l’opera abbastanza curveggiante, ispirandomi sempre a quest’opera.
Voglio anche menzionare quest’opera della PopArt (Whaam! - Roy Lichtenstein), essendo che ero molto indeciso su che stile e tecnica di raffigurazione usare.
Ma alla fine, grazie a quest’opera, ho deciso di adottare uno stile molto cartoon, proprio come quest’opera."

Valentina Assorgia
O'Hara Koson - Eight White-Fronted Geese in Flight, a Full Moon Behind , 1912

"Gli uccelli sono il simbolo della crescita e della libertà, perchè appena nati non sanno volare, hanno poche piume e dipendono dalla mamma, ma quando crescono volano e viaggiano"

Eleonora Giordano
Giacomo Balla - Auto in corsa, 1913

"Il motivo per cui ho scelto questo quadro è perché mi piace molto come è rappresentata la prospettiva, tutte le linee mi fanno pensare ad una via da seguire con la difficoltà della vita rappresentate dalle spirali"

Giorgia Bellu
La chiave nella mano - Chiharu Shiota, 2015.

"A prima vista questa installazione, per me, voleva rappresentare una nave che sta smettendo di oscillare tra le onde dopo una forte tempesta che ha affrontato la notte; e ora, quando tutto si è calmato, il tramonto (i fili rossi) porta delle chiavi che aprono dei ricordi, come se fosse un viaggio introspettivo.
Questa opera è stata determinante per la realizzazione del mio manifesto perché secondo me rappresenta bene il viaggio introspettivo. Ho infatti utilizzato la sagoma di una persona composta da linee tratteggiate che, come i fili, corrispondono a delle vie di comunicazione che accompagnano i ricordi, pensieri, sensazioni e altro. Le linee sono di colori differenti per sottolineare il fatto che i percorsi fatti da noi nel nostro mondo interiore sono tanti e differenti tra loro"

Francesca Deiana
Edward Hopper - Compartment C Car, 1938

Giulia Agus - Barca
La condizione umana II - René Magritte, 1935

"Mi da una sensazione di libertà, perchè il mare nel dipinto sul cavalletto si fonde perfettamente con quello nello sfondo, proiettando chi guarda al di fuori della stanza rappresentata nell'opera nel primo momento d'impatto"

Alessia Cabras
Wassilij Kandinskij - Coppia a cavallo, 1906

Angelica Locci
Caspar David Friedrich - Viandante sul mare di nebbia, 1818

"Ho realizzato un’opera che mostrasse come il mondo si trova in questo momento, quindi
con tante restrizioni per via del corona virus che da due anni a questa parte
accompagna le nostre vite (purtroppo). Mi sono ispirata al viandante sul mare di nebbia
perché mi ha ricordato il periodo interminabile di quarantena, che non potevamo vedere
nessuno, se non per chiamata o altro. Quindi per questo mi ha dato un senso di vuoto come
se nessuno potesse più essere accanto a noi.
In generale però, per non parlare solo di me, noi siamo tutti un po' come il viandante che si
trova da solo, a navigare in un mare di nebbia. Per cui in un mare di vuoto, nulla, che però
in qualche modo ci pesa molto.
Per via di queste riflessioni questa opera mi ha davvero aiutato a realizzare il mio
manifesto che rappresenta il nostro pianeta circondato dal virus e un aereo che ci passa
sopra con la mascherina per evitare il contagio, quindi come un modo di protezione, un
aereo magari di salvataggio in qualche modo, che ci potrebbe salvare dalla nostra situazione.
Quindi come se il virus fosse la “nebbia” e tutti noi con l’aereo fossimo il “viandante” che
lascia sotto di se tutta la nebbia cercando andare comunque avanti.
“sorvolando”."

 “Space Age” Prima lezione di Storia del design a cura della prof.ssa Ghisu.

Per il progetto Museo in Transito il 28/03/2021 è stata svolta la prima delle tre lezioni, tenuta dalla docente del Liceo Artistico Foiso Fois, prof.ssa Concettina Ghisu, che ha proposto come tema la “Space Age”, da cosa è stata influenzata e ciò che ha rappresentato. La Space Age, che parte negli anni '50, raggiungendo il suo massimo splendore nel ’57, e inizia il suo declino alla fine degli anni ’70. Concettina Ghisu espone come lo spazio e i viaggi spaziali abbiano influenzato moda, architettura e design. Nella prima immagine presentata, raffigurante il Palazzetto dello Sport, costruito a Città del Messico da Felix Candela in occasione delle Olimpiadi del 1968. Gli abiti delle due modelle presenti nella foto, che si trovano su una Ferrari 512S, sono stati selezionati dallo stilista André Courreges. La docente ha scelto di presentare per prima questa foto, che definisce immagine emblematica in quanto rappresenta la Space Age per eccellenza.  Concettina Ghisu introduce il contesto storio, parlando della rivalità tra URSS e gli USA d’America, che inizia il 4 ottobre del 1957, quando il satellite artificiale Sputnik compie un giro completo intorno alla Terra. Successivamente, parla delle conquiste ottenute dalle due nazioni e la finale vittoria dell’America con lo sbarco sulla Luna. Nel 1964 in Russia viene realizzato il “Monumento ai conquistatori dello spazio” dagli architetti A.N. Kolchin e M.O. Barshch. Il monumento rappresenta la scia lasciata da un razzo. Sotto questo monumento, che si ispira ai viaggi nello spazio, si trova il Museo dei cosmonauti.  Tramite una mood board e una palette, la docente ha spiegato rispettivamente lo stile e i colori saturi, che si discostano dalle tonalità pastello, caratteristici della Space Age. In una foto della rivista Vogue, dove è presente anche la celebre modella Jean Shrimpton, gli abiti indossati sono composti da materiali tipici della Space Age, ovvero il metallo, acrilico, argento, similpelle, plastica e plexiglass. Per concludere anche la redazione ha voluto provare a costruire una propria moodboard sul tema

Simone Melis
Fan-ho - Hong Kong Venezia - 1962 ,
"Questa immagine mi ha particolarmente ispirato nella realizzazione del mio lavoro perché da un senso d’avventura, ma anche di protezione durante il viaggio. Da un senso d’avventura perché alcune volte il viaggio è anche cercare la felicità e la bellezza, stare bene con se stessi e con l’ambiente che ci circonda, cercare anche fortuna altrove, e dicendo ciò ci ricolleghiamo a ciò che raffigura l’opera, perché in primo piano c'è l’oscurità che potrebbe rappresentare la situazione iniziale, ovvero il punto di partenza di un viaggio dove si è un po' timorosi e allo stesso tempo emozionati di intraprendere questa esperienza. Invece il gondoliere cinese può rappresentare colui o colei che decide di intraprende l’avventuroso viaggio alla ricerca anche dell'arricchimento culturale e personale. Inoltre nella fotografia possiamo notare un luminoso fascio di luce, la quale è inseguita dal gondoliere, che la vuole raggiungere. Essa può rappresentare l’obbiettivo o il fine che una persona ha per intraprendere tale viaggio.
Riallacciando al discorso di prima, la foto da anche un senso di protezione durante il viaggio, perché il buio del primo piano può sembrare quasi una caverna che ha un'apertura a porta d’arco. Ciò da un senso di sicuro perché e come se ti avvolge delicatamente come un abbraccio caloroso, é come quando un cucciolo di mammifero si rifugia sotto il corpo della madre per difendersi dai predatori o semplicemente per coccolarsi.
Inoltre da un senso di antichità, come i racconti mistici e i miti e le leggende urbane orientali ad esempio. Che danno un senso di magia e della scoperta dell’ignoto. In poche parole tale sensazione la riscontriamo nella fotografia in questione."

Navicelle, sfere, piedistalli, TV caschi da astronauti e robot”. Space Age e design, incontro con la prof.ssa Concettina Ghisu. La prof.ssa Concettina Ghisu, grazie anche al contributo del docente Simone Mereu, introduce il design con il titolo “navicelle, sfere, piedistalli, TV caschi da astronauti e robot”. Ispirata al casco di un astronauta, viene presentata la “Ball Chair”, una sedia che, al posto di presentare i piedi, presenta un piedistallo metallico circolare, disegnata dal finlandese Eero Aarnio. Disegnata dal precedente architetto, la “Bubble Chair”, una sedia appendibile in materiale acrilico trasparente soffiato con il telaio in acciaio, un simbolo importante del design ispirato alla Space Age. Vico Magistretti, invece, disegna nel 1965 “L’Eclisse” Ispirata al fenomeno stesso, una lampada che per la sua originalità vinse nel 1967 il Compasso d’Oro. Il design della lampada prende spunto dalle lanterne cieche dei minatori, ed è composta da forme molto semplici, ovvero tre semisfere: una per la base, una che funge da calotta esterna fissa e una che funge da calotta interna mobile. La “Lava Lamp”, creata da Edward Craven Walker, precedentemente chiamata “Astro Lamp”, era inizialmente basata su un timer. Si ispira alla forma di un missile e gli oli minerali, che si trovano all’interno, formano delle bolle che assumono delle forme ipnotiche. Nel 1962 Marco Zanuso e Richard Sapper progettarono il primo televisore portatile d’Europa, completamente transistorizzato, che vinse il Compasso d’Oro nel 1963, e si basa sul casco di un astronauta, i giapponesi e gli inglesi presero ispirazione da esso. Ispirato alla serie televisiva italo-britannica di fantascienza “Spazio 1999”, la “Poltrona Elda”, ideata nel 1963-65 da Joe Colombo, presenta la struttura e la scocca in fibra di vetro da uno stampo di poliuretano, la base è montata su un dispositivo di perno di rotazione.

Jacopo Spano
Yannis Bournias - Wall, 2016.

"Le sensazione che mi da questo quadro è quella dell’idea di libertà quando ci troviamo imprigionati. Il desiderio di andare lontano, di rompere la nostra quotidianità in cui possiamo sentirci prigionieri.
Mi fa pensare anche quel muro, che è dello stesso colore del cielo, per immaginarsi altrove, nonostante la ruggine che scende dal filo spinato. Ma anche la voglia di scavalcare, anche facendosi del male, quel muro per vedere quello che c’è oltre.
Ho scelto quest’opera perché mi fa pensare molto sul senso di libertà e sull’importanza di viaggiare per uscire dalla propria prigione"

Gabriele Loddo
Salvador Dali - Inferno canto 1, 1952 / Chiharu Shiota - La chiave nella mano, 2015

"Nel compito di PCTO ho preso spunto da i francobolli, per me i francobolli sono cose uniche al mondo, hanno una storia di viaggi, quindi ho preso spunto da questo,
Perché il pullman? Ho voluto scegliere quel veicolo come trasporto per i francobolli dove
viaggiano in tutto il mondo, quindi presi l’idea di prendere francobolli d’Italia, America,
Giappone, Germania, e gli altri stati.
Prima pensai all’opera di Dalì: l'inizio del viaggio di Dante, la linea retta che ha superato Dante potrebbe essere
intesa come l'apertura a un nuovo mondo, o come il superamento di un confine. In fondo a sinistra
rispetto alla parte destra dell'immagine appare un nuovo paesaggio con il famoso colle e la selva oscura.
La seconda opera, quella di Chiharu Shiota, mi ha ispirato la voglia di uscire, un modo di viaggiare con tante chiavi per aprire nuovi mondi"

Alice Secchi
Compartment C, Car 293 - Edward Hopper, 1938

"Ho scelto di prendere spunto da quest'opera perché mi fa pensare al viaggio come calma, tranquillità,stare da soli. Proprio le cose che nella vita ci salvano o ci fanno bene, certe volte.
Non ho preso nessun oggetto o materiale nell'opera d'arte, ho preso solo il significato.
Per costruire il mio manifesto ho pensato a cos' altro mi dava calma tranquillità, e ho pensato al sole.
Nel quadro si intravede il colore arancione tipico del tramonto/alba.
Continuando il progetto, ho scelto di creare una strada in prospettiva con curve e abbastanza lunga
Il mio obbiettivo era quello di mettere l'osservatore davanti alla strada della propria vita, che andava avanti.
Ho aggiunto anche dei riquadri con delle fotografie dei capoluoghi della Sardegna, che sono anche meta del tragitto del treno."

Sara Taris
Banksy - Migrant Child, 2019

"Secondo me i punti forti di questa immagine sono le spaccature dei muri.
Queste ultime rappresentano come una via d'uscita dalla vita quotidiana. In questo caso il muro rappresenta un po' la nostra vita in questo periodo, quindi chiusi dentro le nostre case, e le spaccature rappresentano come una via di fuga, un modo di staccare da questa monotonia"

Nicola Serra
Dennis Hopper e Peter Fonda in una scena del film Easy Rider diretto da Dennis Hopper, 1969

"Spensieratezza, libertà, il poter dare dove si vuole e quando si vuole, da soli o in compagnia"

Alessadra Sanna
Banksy - Migrant Child, 2019

"Questo quadro mi ha colpito perché è ambientato in un luogo con colori spenti, ma sulla parte centrale inizia il viaggio del colore.
Secondo me questo quadro si potrebbe interpretare in diversi modi. Io lo interpreto come una sorta di rinascita, in questo caso del luogo rappresentato"

Daniela Tuveri
Chiharu Shiota - La chiave nella mano, 2015

"Mi hanno attirata tutte quelle chiavi appese ai fili rossi, perché le chiavi aprono delle porte che conducono a luoghi macabri"

Sara Dessì
Reena Saini Kallat – Woven Chronicle, 2011-2016

"Ho scelto quest'opera perché tutti i contenuti sono collegati da un filo che secondo me indicano l'unione"

Filippo Cadoni
Dennis Hopper e Peter Fonda in una scena del film Easy Rider diretto da Dennis Hopper, 1969

"Quest’immagine mi da il senso di viaggio perché questi due motociclisti sono in una strada dritta in mezzo al nulla e mi ispirano a percorrere tutta quella strada senza mai fermarmi"

Michela Madeddu
Chiharu Shiota - La chiave nella mano, 2015

"I fili rappresentano tutti i problemi della vita, mentre le chiavi rappresentano le soluzioni di essa.
Il messaggio è di restare tranquilli ché in un modo o in un altro il problema si risolve sempre"

Salomé Melis
Dennis Hopper e Peter Fonda in una scena del film Easy Rider diretto da Dennis Hopper, 1969

"Ho scelto questa parte del quadro perché la ruota simboleggia il giro del mondo, la ruota che gira e il paesaggio dietro rappresenta i luoghi visitati"

Frank Alvin De Austria - WGS National Book
Reena Saini Kallat – Woven Chronicle, 2011-2016

"Non so perchè ma ogni volta che lo guardo provo unità, solidarietà. Forse perché i fili di lana uniscono tutti i continenti e sembra che l'enorme distanza sia solo geografica, perché io senza aver bisogno di andare li o da un'altra parte mi sento un po' americano, europeo, cinese ecc.
In fin dei conti siamo tutti legati da un filo invisibile."

Anastasia Rosas - Orecchino acchiappasogni
Joseph Mallord William Turner - Tempesta di neve. Battello a vapore al largo di Harbour's Mouth, 1842

"Vedere quest'immagine mi ha fatto pensare ad un senso di confusione e di movimento. Mi attira proprio l'indefinitezza di questo quadro"

Fabio Calia
Les Voyageurs - Bruno Catalano

"Per questo manifesto mi sono ispirato a Les Voyageurs (create dal 1990), statue in bronzo
di Bruno Catalano.
Ho scelto quest’opera perché mi trovo molto d'accordo su uno dei significati che gli si è
voluto dare, cioè, che “ogni viaggiatore, dopo qualsiasi viaggio, lascia un pezzo di sé
nel luogo in cui è appena stato”. Per la realizzazione ho creato 7 silhouette nere
di viaggiatori e viaggiatrici con un pezzo che si sta staccando, proprio per ricordare
le statue divise di Bruno Catalano, i pezzi di ciascuna figura sono di un colore diverso,
proprio perché il “buco” che troviamo nelle sculture di Catalano sembra quasi un pezzo
in più che prende il colore del panorama circostante. Lo sfondo è creato dai vari pezzi
colorati delle sagome. La grigia linea tratteggiata che “collega” le varie sagome come un
percorso visivo, richiama le strade che si percorrono viaggiando e unisce tutti i viaggiatori
che hanno in comune il lasciare un pezzo di sé nel luogo in cui è appena stati."

Nicola Serra
Reena Saini Kallat – Woven Chronicle, 2011-2016

"Questa opera mi ha dato subito la sensazione di viaggio grazie ai fili di gomitoli messi nella cartina come fossero la traiettoria del
aereo quindi nel disegno ho preso delle valigie che sono la cosa fondamentale del viaggio"

Angelica Allegri - Chiave cervello
Chiharu Shiota - La chiave nella mano, 2015

"Questo pezzetto di quadro mi ha preso particolarmente, soprattutto per le chiavi in terra, come se fossero chiavi del passato.
Poi nella barca è come se ci fossi io dentro che vado avanti nella vita, nel mio viaggio della vita, dove ci sono tante chiavi del presente e del futuro, che dovrò scoprire."

Davide Farigu
The migrants arrived in great numbers, serie migrazioni - Jacob Lawrence , 1940-1941

"Ho preso riferimento da questa opera per la sua semplicità nel modo in cui è disegnata e per il grande significato che si può interpretare. La parte che mi ha più colpito è il senso di viaggio verso una nuova “terra” lasciandosi tutto alle proprie spalle portando con sé solo una valigia.
Un altra parte che ha influito sul mio lavoro è il metodo in cui l'artista ha voluto raffigurare e colorare le persone, usando colori piatti, senza usare ombre o sfumature"

Chiara Arru - Porta passaporto
Lateefa bint Maktoum - L'ultimo sguardo, 2009

"Di questo quadro mi ha colpita molto il fatto che la persona in questione guardi dal punto dove si trova il mondo con una postura "libertoria". Mi trasmette tranqillità e un senso di leggerezza.
Mi sono rivista nel personaggio perché in questo periodo, non potendo viaggiare, si immagina come sarà il proprio prossimo viaggio"

Martina Pibiri
Notte stellata sul reno - Vincent Van Gogh 1888

"Questo quadro mi suscita libertà e pace. Mi fa sentire senza pensieri, come se il posto rappresentato sia un qualcosa di magico dove non pensi a niente"

Martina Calvia
Salvador DalÍ- Paradiso canto XIV, 1952-1954 (1963)

"Mi ha attirato il suo caos. È caotico anche quando c'è la luce che riflette tutto il quadro.
Il mio viaggio è verso il caos combinato a luce"

Gabriele Sanna - Lanterna
Escher - Casa di scale, 1951

"Il soggetto è l'unico che porta un sacco sulle spalle, quindi mi da la sensazione di umiltà.
Inoltre è l'unico che sembra provenire da una cantina e non semplicemente dalle scale. Il personaggio sembra andare da un posto buio ad un posto più chiaro.
Il soggetto quindi fa un duro lavoro per poter andare alla luce ma poi torna sempre nel buio, anche se a lui piace fare il suo lavoro perché almeno vede la luce anche solo per un po', anche se vorrebbe stare sempre li e un po'mi ritrovo in questo suo viaggio"

Valentina Meloni
Chiharu Shiota - La chiave nella mano, 2015
Shiota ha creato questa installazione dopo la perdita di alcuni amici e familiari convertendo i ricordi e le esperienze in arte, senza però distogliere lo sguardo dalla realtà che tutti devono affrontare, “la vita” e “la morte”. Per il mio manifesto ho appunto preso spunto da lui, in quanto ho voluto rappresentare ciò che stiamo affrontando in questo periodo difficile, convertendo i ricordi dei
nostri vecchi viaggi in un disegno, senza distogliere lo sguardo dalla realtà e quindi dal fatto che in questo momento più di immaginare nella nostra testa non possiamo fare. Shiota per la sua installazione ha usato delle chiavi come mezzo per viaggiare nei ricordi, io ho deciso di utilizzare come mezzo per il viaggio introspettivo i nostri stessi pensieri e per le barche, utilizzate da lui come mani che raccolgono i ricordi delle varie persone a cui appartengono le chiavi, ho deciso di utilizzare un libro. Per me leggere un libro è come viaggiare e vorrei con questo manifesto anche sensibilizzare le persone a leggere di più soprattutto in un periodo come questo."