Edizione 2021

Lavori degli studenti dell'Istituto professionale Azuni 3°

Fabio Cossu
WHAAM! - Roy Fox Lichtenstein , 1963

"L'opera che ho scelto in questo file, è un'opera che mi richiamano un senso di spensieratezza e
tranquillità pur trattando argomenti e tematiche importanti, in certi casi dei problemi della
società, credo che in questo momento, con una realtà che ci troviamo ad affrontare chiamata
pandemia globale, alle persone servano dei momenti di spensieratezza e tranquillità dovi ci si
lascia trasportare dai pensieri abbandonando i ritmi frenetici odierni. la tematica del viaggio
in queste opere viene intesa più come un viaggio introspettivo finalizzato alla ricerca del
benessere e di conoscere meglio noi stessi"

Fabio Calia
Les Voyageurs - Bruno Catalano

"Per questo manifesto mi sono ispirato a Les Voyageurs (create dal 1990), statue in bronzo
di Bruno Catalano.
Ho scelto quest’opera perché mi trovo molto d'accordo su uno dei significati che gli si è
voluto dare, cioè, che “ogni viaggiatore, dopo qualsiasi viaggio, lascia un pezzo di sé
nel luogo in cui è appena stato”. Per la realizzazione ho creato 7 silhouette nere
di viaggiatori e viaggiatrici con un pezzo che si sta staccando, proprio per ricordare
le statue divise di Bruno Catalano, i pezzi di ciascuna figura sono di un colore diverso,
proprio perché il “buco” che troviamo nelle sculture di Catalano sembra quasi un pezzo
in più che prende il colore del panorama circostante. Lo sfondo è creato dai vari pezzi
colorati delle sagome. La grigia linea tratteggiata che “collega” le varie sagome come un
percorso visivo, richiama le strade che si percorrono viaggiando e unisce tutti i viaggiatori
che hanno in comune il lasciare un pezzo di sé nel luogo in cui è appena stati."

Matteo Pitzalis
Morning sun - Edward Hopper, 1952 / I nottambuli - Edward Hopper, 1942 / Wall - Yannis Bournias, 2016

"Morning Sun l'ho scelta perché mi da la sensazione che si sta vivendo oramai da un anno: ovvero quella di essere obbligati a restare a casa e poter viaggiare solamente con gli occhi e con la mente.
Da Nighthawks, ho voluto prendere la desolazione nel vedere le strade vuote e buie della città.
Da Wall ho preso la chiusura, come se fossimo obbligati a non vedere quello che ci potrebbe essere dopo perché non è ancora certa l'apertura."

Valentina Meloni
Chiharu Shiota - La chiave nella mano, 2015
Shiota ha creato questa installazione dopo la perdita di alcuni amici e familiari convertendo i ricordi e le esperienze in arte, senza però distogliere lo sguardo dalla realtà che tutti devono affrontare, “la vita” e “la morte”. Per il mio manifesto ho appunto preso spunto da lui, in quanto ho voluto rappresentare ciò che stiamo affrontando in questo periodo difficile, convertendo i ricordi dei
nostri vecchi viaggi in un disegno, senza distogliere lo sguardo dalla realtà e quindi dal fatto che in questo momento più di immaginare nella nostra testa non possiamo fare. Shiota per la sua installazione ha usato delle chiavi come mezzo per viaggiare nei ricordi, io ho deciso di utilizzare come mezzo per il viaggio introspettivo i nostri stessi pensieri e per le barche, utilizzate da lui come mani che raccolgono i ricordi delle varie persone a cui appartengono le chiavi, ho deciso di utilizzare un libro. Per me leggere un libro è come viaggiare e vorrei con questo manifesto anche sensibilizzare le persone a leggere di più soprattutto in un periodo come questo."

Davide Farigu
The migrants arrived in great numbers, serie migrazioni - Jacob Lawrence , 1940-1941

"Ho preso riferimento da questa opera per la sua semplicità nel modo in cui è disegnata e per il grande significato che si può interpretare. La parte che mi ha più colpito è il senso di viaggio verso una nuova “terra” lasciandosi tutto alle proprie spalle portando con sé solo una valigia.
Un altra parte che ha influito sul mio lavoro è il metodo in cui l'artista ha voluto raffigurare e colorare le persone, usando colori piatti, senza usare ombre o sfumature"

Gabriele Loddo
Salvador Dali - Inferno canto 1, 1952 / Chiharu Shiota - La chiave nella mano, 2015

"Nel compito di PCTO ho preso spunto da i francobolli, per me i francobolli sono cose uniche al mondo, hanno una storia di viaggi, quindi ho preso spunto da questo,
Perché il pullman? Ho voluto scegliere quel veicolo come trasporto per i francobolli dove
viaggiano in tutto il mondo, quindi presi l’idea di prendere francobolli d’Italia, America,
Giappone, Germania, e gli altri stati.
Prima pensai all’opera di Dalì: l'inizio del viaggio di Dante, la linea retta che ha superato Dante potrebbe essere
intesa come l'apertura a un nuovo mondo, o come il superamento di un confine. In fondo a sinistra
rispetto alla parte destra dell'immagine appare un nuovo paesaggio con il famoso colle e la selva oscura.
La seconda opera, quella di Chiharu Shiota, mi ha ispirato la voglia di uscire, un modo di viaggiare con tante chiavi per aprire nuovi mondi"

Jacopo Spano
Yannis Bournias - Wall, 2016.

"Le sensazione che mi da questo quadro è quella dell’idea di libertà quando ci troviamo imprigionati. Il desiderio di andare lontano, di rompere la nostra quotidianità in cui possiamo sentirci prigionieri.
Mi fa pensare anche quel muro, che è dello stesso colore del cielo, per immaginarsi altrove, nonostante la ruggine che scende dal filo spinato. Ma anche la voglia di scavalcare, anche facendosi del male, quel muro per vedere quello che c’è oltre.
Ho scelto quest’opera perché mi fa pensare molto sul senso di libertà e sull’importanza di viaggiare per uscire dalla propria prigione"

Filippo Cadoni
Dennis Hopper e Peter Fonda in una scena del film Easy Rider diretto da Dennis Hopper, 1969

"Quest’immagine mi da il senso di viaggio perché questi due motociclisti sono in una strada dritta in mezzo al nulla e mi ispirano a percorrere tutta quella strada senza mai fermarmi"

Efisio Usai
Treno Partorito Dal Sole - Fortunato Depero, 1924 / Whaam! - Roy Lichtenstein, 1963

"Quest’opera è stata la principale tra tutte, mi ha dato la maggior parte dell’ispirazione per il lavoro che ho eseguito.
Ho voluto prendere spunto dall’idea del treno che “nasce” dal sole, creando varie cose che nascono/escono
da un adulto-bambino.
Oltre a quello ho voluto anche prendere l’uso di colori sgargianti e contrastanti l’uno dall’altro. Inoltre ho cercato di tenere tutta l’opera abbastanza curveggiante, ispirandomi sempre a quest’opera.
Voglio anche menzionare quest’opera della PopArt (Whaam! - Roy Lichtenstein), essendo che ero molto indeciso su che stile e tecnica di raffigurazione usare.
Ma alla fine, grazie a quest’opera, ho deciso di adottare uno stile molto cartoon, proprio come quest’opera."

Enrico Beccaris

"Il manifesto contiene diversi monumenti,
Io per creare il manifesto ho copiato i monumenti e riportati su illustrator.
In oltre sul manifesto sono presenti anche dei cartelli stradali,
che ho realizzato a mano e riportati su illustrator.
Delle opere non ho preso niente di particolare, ho semplicemente riportato su illustrator."

Giorgia Bellu
La chiave nella mano - Chiharu Shiota, 2015.

"A prima vista questa installazione, per me, voleva rappresentare una nave che sta smettendo di oscillare tra le onde dopo una forte tempesta che ha affrontato la notte; e ora, quando tutto si è calmato, il tramonto (i fili rossi) porta delle chiavi che aprono dei ricordi, come se fosse un viaggio introspettivo.
Questa opera è stata determinante per la realizzazione del mio manifesto perché secondo me rappresenta bene il viaggio introspettivo. Ho infatti utilizzato la sagoma di una persona composta da linee tratteggiate che, come i fili, corrispondono a delle vie di comunicazione che accompagnano i ricordi, pensieri, sensazioni e altro. Le linee sono di colori differenti per sottolineare il fatto che i percorsi fatti da noi nel nostro mondo interiore sono tanti e differenti tra loro"

Matteo Pitzalis
Yannis Bournias - Wall, 2016

"Questa opera mi ha dato il maggiore spunto per la realizzazione del mio manifesto per via del senso della privazione della libertà che esprime questa fotografia, nel mio lavoro io volevo esprimere proprio questa sensazione."

Nicola Serra
Reena Saini Kallat – Woven Chronicle, 2011-2016

"Questa opera mi ha dato subito la sensazione di viaggio grazie ai fili di gomitoli messi nella cartina come fossero la traiettoria del
aereo quindi nel disegno ho preso delle valigie che sono la cosa fondamentale del viaggio"

Simone Melis
Fan-ho - Hong Kong Venezia - 1962 ,
"Questa immagine mi ha particolarmente ispirato nella realizzazione del mio lavoro perché da un senso d’avventura, ma anche di protezione durante il viaggio. Da un senso d’avventura perché alcune volte il viaggio è anche cercare la felicità e la bellezza, stare bene con se stessi e con l’ambiente che ci circonda, cercare anche fortuna altrove, e dicendo ciò ci ricolleghiamo a ciò che raffigura l’opera, perché in primo piano c'è l’oscurità che potrebbe rappresentare la situazione iniziale, ovvero il punto di partenza di un viaggio dove si è un po' timorosi e allo stesso tempo emozionati di intraprendere questa esperienza. Invece il gondoliere cinese può rappresentare colui o colei che decide di intraprende l’avventuroso viaggio alla ricerca anche dell'arricchimento culturale e personale. Inoltre nella fotografia possiamo notare un luminoso fascio di luce, la quale è inseguita dal gondoliere, che la vuole raggiungere. Essa può rappresentare l’obbiettivo o il fine che una persona ha per intraprendere tale viaggio.
Riallacciando al discorso di prima, la foto da anche un senso di protezione durante il viaggio, perché il buio del primo piano può sembrare quasi una caverna che ha un'apertura a porta d’arco. Ciò da un senso di sicuro perché e come se ti avvolge delicatamente come un abbraccio caloroso, é come quando un cucciolo di mammifero si rifugia sotto il corpo della madre per difendersi dai predatori o semplicemente per coccolarsi.
Inoltre da un senso di antichità, come i racconti mistici e i miti e le leggende urbane orientali ad esempio. Che danno un senso di magia e della scoperta dell’ignoto. In poche parole tale sensazione la riscontriamo nella fotografia in questione."

Alice Secchi
Compartment C, Car 293 - Edward Hopper, 1938

"Ho scelto di prendere spunto da quest'opera perché mi fa pensare al viaggio come calma, tranquillità,stare da soli. Proprio le cose che nella vita ci salvano o ci fanno bene, certe volte.
Non ho preso nessun oggetto o materiale nell'opera d'arte, ho preso solo il significato.
Per costruire il mio manifesto ho pensato a cos' altro mi dava calma tranquillità, e ho pensato al sole.
Nel quadro si intravede il colore arancione tipico del tramonto/alba.
Continuando il progetto, ho scelto di creare una strada in prospettiva con curve e abbastanza lunga
Il mio obbiettivo era quello di mettere l'osservatore davanti alla strada della propria vita, che andava avanti.
Ho aggiunto anche dei riquadri con delle fotografie dei capoluoghi della Sardegna, che sono anche meta del tragitto del treno."

Angelica Locci
Caspar David Friedrich - Viandante sul mare di nebbia, 1818

"Ho realizzato un’opera che mostrasse come il mondo si trova in questo momento, quindi
con tante restrizioni per via del corona virus che da due anni a questa parte
accompagna le nostre vite (purtroppo). Mi sono ispirata al viandante sul mare di nebbia
perché mi ha ricordato il periodo interminabile di quarantena, che non potevamo vedere
nessuno, se non per chiamata o altro. Quindi per questo mi ha dato un senso di vuoto come
se nessuno potesse più essere accanto a noi.
In generale però, per non parlare solo di me, noi siamo tutti un po' come il viandante che si
trova da solo, a navigare in un mare di nebbia. Per cui in un mare di vuoto, nulla, che però
in qualche modo ci pesa molto.
Per via di queste riflessioni questa opera mi ha davvero aiutato a realizzare il mio
manifesto che rappresenta il nostro pianeta circondato dal virus e un aereo che ci passa
sopra con la mascherina per evitare il contagio, quindi come un modo di protezione, un
aereo magari di salvataggio in qualche modo, che ci potrebbe salvare dalla nostra situazione.
Quindi come se il virus fosse la “nebbia” e tutti noi con l’aereo fossimo il “viandante” che
lascia sotto di se tutta la nebbia cercando andare comunque avanti.
“sorvolando”."