Edizione 2021

Lavori degli studenti del Liceo classico Dettori

Space Age e Architettura. Incontro con la prof.ssa Concettina Ghisu. La docente introduce, sempre nella prima lezione sul design, l’architettura parlando del Guggenheim Museum, una struttura architettonica costruita nel 1943 a New York, la cui forma ricorda una navicella spaziale, nonostante la Space Age non fosse ancora iniziata. Viene menzionata anche la progettazione di una cupola sopra New York, ideata da Richard Buckminster Fuller, con travature metalliche non sferiche e con l’interno in plastica, con la finalità di proteggere la metropoli dai rischi atomici e dall’inquinamento. Realizzato dall’omonimo architetto, il padiglione americano dell’EXPO di Montreal del 1967, era in competizione con il padiglione dell’URSS. Ne uscì vincitore il padiglione statunitense, grazie alla sua complicata forma e struttura. Molto importante anche il padiglione italiano, realizzato dagli architetti Antonio Antonelli, Manfredi Greco, Sara Rossi e Franco Piro. Negli anni ’60 vengono realizzate due imponenti torri, una a Seattle, la Space Needle (1962), alta circa 184 metri, e una a Berlino, la Berliner Fernsehturm (1965-1969), alta 368 metri, è l’edificio pubblico accessibile più alto d’Europa. A Hollywood, nel 1960, viene costruita da John Lautner una casa retta da un palo, sostenuto da un piedistallo di cemento sotterraneo. La casa è stata progettata per resistere a terremoti e forti piogge. Gli interni dell’abitazione sono decisamente moderni per l’epoca, e presentava al centro dell’area un camino, tratto caratteristico del progettista precedentemente citato. Sempre in California venne realizzata la Monsanto “House of the Future”, una costruzione mobile che è stata un’attrazione turistica al Tomorrowland di Disneyland. É la prima casa costruita interamente in plastica, e che aveva l’obbiettivo di dimostrare la versatilità della plastica moderna, con elettrodomestici come i forni a microonde.

Quali temi hanno affrontato le opere d’arte nel significato della parola “viaggio”? La prof.ssa Simona Campus ha individuato diverse sfaccettature, sia per trarre insegnamenti da ciò che stiamo vivendo, sia per provocarci in vista del periodo di pandemia che stiamo vivendo. Anche le opere d’arte, spiega la docente, hanno diverse tematiche, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto allegorico e metaforico e l’aspetto sentimentale, ovvero l’impatto che provocano su di noi, e specificando che ogni epoca presenta diverse modalità di viaggio. Simona Campus, durante la sua conversazione, ha iniziato a presentare alcune delle immagini presenti nella selezione offerta alla nostra riflessione. La docente spiega l’idea del viaggio risalente all’epoca medievale, la quale era legata al “sacro”. Introducendo il concetto dell’ideologia presente durante il Medioevo, la docente ha fatto riferimento ai pellegrinaggi, alle crociate e alle sacre scritture, citando l’opera “Fuga in Egitto”, affresco di Giotto, e il Viaggio dei Magi, affresco di Benozzo Gozzoli. Successivamente viene spiegato che durante la prima metà del XIX secolo, il viaggio viene analizzato in modo più approfondito; L’artista Theodore Gericault dipinge “La zattera della Medusa”, dipinto raffigurante il naufragio della Medusa, accaduto in Francia, che aveva inoltre un significato metaforico, ovvero quello di narrare il naufragio della società francese. Quindi, il tema del viaggio viene affrontato anche con lo scopo di trattare della società dell’epoca. Nello stesso periodo, sorge un interesse per il viaggio di Dante Alighieri nei mondi ultraterreni; l’artista Eugène Delacroix dipinge “La barca di Dante”, opera appartenente al Romanticismo con connotazioni drammatiche rappresentante il viaggio allegorico dantesco. Sempre alla prima metà dell’800, risale il dipinto “Il viandante sul mare di nebbia”, di Caspar David Friedrich, una delle prime opere che confronta la grandezza e maestosità della natura in confronto alla piccolezza dell’uomo. Procedendo con la storia ma rimanendo sullo stesso tema, la docente Simona Campus continua la sua esposizione. Nella seconda metà dell’800 si affronta in maniera diversa la tematica riguardante il viaggio, nella quale si descrive in particolar modo un paesaggio urbanistico, caratterizzato dalla presenza dei treni a vapore. Un’opera fondamentale, “La stazione di Saint-Lazare", dipinta da Claude Monet, uno tra i più grandi impressionisti, raffigura l’atmosfera di una stazione francese. Concentrandosi anch’essi sull’azione dei treni a vapore, il futurista Umberto Boccioni, dipinge l’opera “Stati d’animo, Gli addii” nel 1911, spostando l’attenzione dal paesaggio al movimento e allo sviluppo tecnologico. Il cubista Marc Chagall, dipinge “Sopra la città” nel 1918, rappresentante il suo sogno, nel quale è presente anche la moglie, e il viaggio allegorico attraverso i sentimenti. Nella seconda metà del ‘900, Alighiero Boetti fa realizzare un arazzo, tessuto da alcuni tessitori afgani. L’arazzo raffigura un viaggio non solo nello spazio ma anche nel tempo, rappresentando, infatti, una mappa politica del periodo. Simona Campus descrive in seguito un’opera, presentata anche all’EXMA di Cagliari, ovvero “Épave”, modellato dai fratelli Santissimi, un silicone che rappresenta un immigrato morto durante il tragitto per arrivare a Lampedusa. L’ultima opera presentata dalla docente è un’opera di Adrian Paci, illustrata tramite un documentario, una foto che immortala alcuni migranti intenti a salire le scale di un aereo che non esiste, segno che il viaggio finisce dove comincia.

Navicelle, sfere, piedistalli, TV caschi da astronauti e robot”. Space Age e design, incontro con la prof.ssa Concettina Ghisu. La prof.ssa Concettina Ghisu, grazie anche al contributo del docente Simone Mereu, introduce il design con il titolo “navicelle, sfere, piedistalli, TV caschi da astronauti e robot”. Ispirata al casco di un astronauta, viene presentata la “Ball Chair”, una sedia che, al posto di presentare i piedi, presenta un piedistallo metallico circolare, disegnata dal finlandese Eero Aarnio. Disegnata dal precedente architetto, la “Bubble Chair”, una sedia appendibile in materiale acrilico trasparente soffiato con il telaio in acciaio, un simbolo importante del design ispirato alla Space Age. Vico Magistretti, invece, disegna nel 1965 “L’Eclisse” Ispirata al fenomeno stesso, una lampada che per la sua originalità vinse nel 1967 il Compasso d’Oro. Il design della lampada prende spunto dalle lanterne cieche dei minatori, ed è composta da forme molto semplici, ovvero tre semisfere: una per la base, una che funge da calotta esterna fissa e una che funge da calotta interna mobile. La “Lava Lamp”, creata da Edward Craven Walker, precedentemente chiamata “Astro Lamp”, era inizialmente basata su un timer. Si ispira alla forma di un missile e gli oli minerali, che si trovano all’interno, formano delle bolle che assumono delle forme ipnotiche. Nel 1962 Marco Zanuso e Richard Sapper progettarono il primo televisore portatile d’Europa, completamente transistorizzato, che vinse il Compasso d’Oro nel 1963, e si basa sul casco di un astronauta, i giapponesi e gli inglesi presero ispirazione da esso. Ispirato alla serie televisiva italo-britannica di fantascienza “Spazio 1999”, la “Poltrona Elda”, ideata nel 1963-65 da Joe Colombo, presenta la struttura e la scocca in fibra di vetro da uno stampo di poliuretano, la base è montata su un dispositivo di perno di rotazione.

 “Space Age” Prima lezione di Storia del design a cura della prof.ssa Ghisu.

Per il progetto Museo in Transito il 28/03/2021 è stata svolta la prima delle tre lezioni, tenuta dalla docente del Liceo Artistico Foiso Fois, prof.ssa Concettina Ghisu, che ha proposto come tema la “Space Age”, da cosa è stata influenzata e ciò che ha rappresentato. La Space Age, che parte negli anni '50, raggiungendo il suo massimo splendore nel ’57, e inizia il suo declino alla fine degli anni ’70. Concettina Ghisu espone come lo spazio e i viaggi spaziali abbiano influenzato moda, architettura e design. Nella prima immagine presentata, raffigurante il Palazzetto dello Sport, costruito a Città del Messico da Felix Candela in occasione delle Olimpiadi del 1968. Gli abiti delle due modelle presenti nella foto, che si trovano su una Ferrari 512S, sono stati selezionati dallo stilista André Courreges. La docente ha scelto di presentare per prima questa foto, che definisce immagine emblematica in quanto rappresenta la Space Age per eccellenza.  Concettina Ghisu introduce il contesto storio, parlando della rivalità tra URSS e gli USA d’America, che inizia il 4 ottobre del 1957, quando il satellite artificiale Sputnik compie un giro completo intorno alla Terra. Successivamente, parla delle conquiste ottenute dalle due nazioni e la finale vittoria dell’America con lo sbarco sulla Luna. Nel 1964 in Russia viene realizzato il “Monumento ai conquistatori dello spazio” dagli architetti A.N. Kolchin e M.O. Barshch. Il monumento rappresenta la scia lasciata da un razzo. Sotto questo monumento, che si ispira ai viaggi nello spazio, si trova il Museo dei cosmonauti.  Tramite una mood board e una palette, la docente ha spiegato rispettivamente lo stile e i colori saturi, che si discostano dalle tonalità pastello, caratteristici della Space Age. In una foto della rivista Vogue, dove è presente anche la celebre modella Jean Shrimpton, gli abiti indossati sono composti da materiali tipici della Space Age, ovvero il metallo, acrilico, argento, similpelle, plastica e plexiglass. Per concludere anche la redazione ha voluto provare a costruire una propria moodboard sul tema